
La personalità, al di là della semplice capacità senziente che contraddistingue (per quel che ne sappiamo) l'uomo quasi dalla sua nascita, emerge generalmente ed a detta degli esperti attorno a 15-16 anni, appunto immediatamente nella fase di uscita da quella "rivoluzione copernicana" che per ciascuno è rappresentata dalla pubertà. Una ragazza sedicenne della mia città, quartiere "pentagono", si è beccata una coltellata dalla madre per aver detto a quest'ultima di essersi invaghita di una diciottenne. Poi dicono che quelle cinte del cazzo col fibbione gigante tipo D&G non servono a niente: alla faccia, la fibbia della sua cinta le ha salvato la vita, prendendosi al posto della padroncina il fendente in questione. Immagino che la donna ritenesse più traumatico per la figlia (o per lei?) un rapporto (magari soltanto temporaneo, o "frutto" di suggestioni televisive, ma non conta) con un'altra ragazza, piuttosto che l'esperienza della pròpria madre in versione Shining.

Reazioni scandalizzate nel mondo femminista per il nuovo libro di Pierre-Louis Colin, abituale autore dei discorsi dell'attuale ministro degli esteri francese Bernard Kouchner (da talune fonti indicato pure come co-autore del libro stesso, tralaltro), intitolato Le guide des jolies femmes de Paris: una guida di 190 pagine alla femminilità della capitale sulla Senna in cui è possibile ritrovare, quasi fosse una Lonely Planet, tutto quanto c'è da sapere sui luoghi, gli oràri e le tipologie della vita femminile parigina. La presentazione del libro, da parte della casa editrice, lascia pochi dubbi sul "perchè" di questa iniziativa e sul perchè in essa sia coinvolto, seppur indirettamente, lo stesso ministero degli esteri francese: 'Les plus grandes merveilles de Paris ne sont pas au Louvre. Elles sont dans les rues de la capitale. Jamais, ni ailleurs, les femmes n’ont été aussi belles'. Secondo lo stesso autore, per come le sue parole sono riportate dai media, 'la bellezza delle proprie donne è importantissima per un Paese, e per questo va celebrata e reclamizzata come si fa con cibo, bellezze naturalistiche e monumenti'. Devo ammettere che, trattandosi a mio avviso in ogni caso di un'iniziativa di carattere culturale, sebbene dai risvolti velatamente "pruriginosi", mi trovo ad essere d'accordo con l'autore, dal momento che neppure reclamizzare il Colosseo mi appare gesto tale da autorizzare in sè stesso l'eventuale presunzione o meschinità del turista di turno nei riguardi del monumento in questione. Parlando infine col mio famigerato geometra (nòto pappone della bassa romagna) circa questo argomento, vengo a sapere da lui dell'esistenza pure di interessantissimi siti che stanno -questi sì- ben più al "crocevìa" tra la semplice curiosità antropologica, il desiderio d'avventura e lo spietato favoreggiamento alla prostituzione: mi pare che il confronto tra tali materiali ed il libro del Colin, di per sè stesso, basti a sollevare quest'ultimo da ogni accusa di "machismo destro-sarkoziano".

Una vicenda e due notizie mi hanno creato imbarazzo questo fine settimana, e di queste tre cose un paio almeno lo hanno fatto per moltèplici motivi. Mi sono imbarazzato nel vedere Fabio Fazio "a pecora", ieri sera, sotto il membro potente ed oppressivamente virile dell'ingerenza politica nel consiglio d'amministrazione RAI, quand'egli, novello Pietro, rinnegava per tre volte il suo "travagliato" ospite della serata precedente, prodigandosi in inquietanti "doveroso" ed in puerili "io non c'ero". Alla cresima dei ragazzini, Domenica mattina, i familiari intervenuti si sono messi sguaiatamente ad applaudire il Vescovo, al tèrmine dell'omelia, tra lo sbigottimento mio, del parroco e dei restanti catechisti: proprio qualche sera prima avevo sentito dire di "applauso" come irruzione della psicologia televisiva di massa nella realtà, durante una discussione televisiva notturna. Infine, il neoministro Maroni sta partendo col "decreto sicurezza" e non saprei se più imbarazzo mi pròvochi l'iniziativa in sè stessa o le demagogiche rèpliche ad essa, che ho sentito.

Intanto, a quanto pare, è nostra la "ministra" più bella del mondo. Cioè, "nostra" si fa per dire: di Berlusconi, insomma, alla faccia del nome del dicastero assegnatole. Ai più attenti non sarà sfuggito l'utilizzo del sandalino osè durante il giuramento da parte della nostra bella, che, aldilà delle contestazioni ricevute ("ommioddio -ci dice il mondo-, le si vedono le dita dei piedi!" Già, peccato infatti per quei castissimi pantaloni...una minigonna l'avrei gradita molto di più) si dimostra completamente in linea con le sue colleghe straniere. Noi da bravi, invece, facciamo i più sinceri auguri di buon lavoro alla nostra bella e (forse) brava rappresentante, che il dio perlomeno, stavolta, ce l'ha proprio mandata bbòna.

Quando capita di fermarmi a pensare a quanto l'uomo sia diventato autoreferenziale rispetto al resto del mondo, richiamo alla mia mente il fatto che anche l'uomo sia un primate, e me lo immagino a forma di scimmia. Vedo scimmie che vanno in bicicletta, scimmie che fanno footing e scimmie che infilano tesserine di plastica in un bancomat come fossero bastoncini inseriti in un formicaio per arrabattarsi uno spuntino fuori pasto; vedo che zompano e fanno versi in improbabili danze di corteggiamento, vedo scimmie che litigano per l'ultima banana e vedo scimmie chiuse in scatole di latta con le ruote, sotto al sole, che guardano fuori facendo facce strane mentre premono più volte il clacson, inebetite dallo stesso frastuono che loro stesse hanno prodotto. Non saprei, l'esercizio mi aiuta: da una parte mi accorgo come tutta quanta la città appàia come un grosso circo, e dall'altra penso a quanto tutto quanto sembri sèrio a noi, in fondo, sia così simile a quanto fanno le altre bestie da poter sembrare sèrio pure a loro, per quanto possibile.